Camminare lungo i nostri sentieri, riscoprire la natura e, con essa, i frammenti della nostra storia è un'esperienza che arricchisce. Proprio per questo motivo, in Val Torra, avevamo posizionato un cartello in forex per segnalare un luogo carico di memoria: l'antica linea di confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, attiva fino all'armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918.
Un modo
semplice ma efficace per raccontare ai passanti, agli escursionisti e alle
nuove generazioni dove ci troviamo e da dove veniamo.
Ma
evidentemente, c'è chi alla bellezza e alla memoria preferisce la distruzione
gratuita.
Che bisogno c'era di spaccarlo?
Le immagini
parlano chiaro. Qualcuno ha deciso di prendersela con un pezzo di plastica
rigida, strappandolo e buttandolo via. La domanda che sorge spontanea,
guardando i pezzi sparsi nel torrente, è una sola: che bisogno c'era?
Cosa ci ha
guadagnato il "cretino" – o il gruppo di cretini – che si è reso
protagonista di questo gesto? Ha forse cambiato il corso della storia? Ha reso
il sentiero più sicuro? Ha migliorato la sua giornata? La risposta è ovviamente
no. Ha dimostrato unicamente una povertà d'animo disarmante e un impulso
irrefrenabile verso il degrado.
La mamma degli imbecilli è sempre incinta
Come recita un vecchio adagio popolare – senza voler mancare di rispetto alle mamme, che spesso faticano a educare certi soggetti – la fabbrica degli imbecilli non chiude mai i battenti. È triste constatare come la cura e la valorizzazione del territorio debbano costantemente fare i conti con chi sa solo demolire ciò che gli altri costruiscono con passione e rispetto per la comunità.
gino

