Dopo aver inviato circa venti PEC
all'Amministrazione comunale su diversi temi, è arrivata una risposta alla
richiesta di chiarimenti che avevo presentato in merito all'Ordinanza Sindacale
n. 12 del 22 giugno 2026, relativa alle operazioni di distruzione di ordigni
residuati bellici presso la cava "La Marogna".
Desidero innanzitutto ringraziare il Sindaco per
il riscontro, sempre apprezzabile quando un cittadino esercita il proprio
diritto di chiedere informazioni.
Nella mia PEC avevo formulato alcune domande
molto precise: l'origine degli ordigni, la loro natura, i criteri che hanno
portato alla scelta della cava "La Marogna", le misure di sicurezza
adottate e la possibilità di disporre di una rappresentazione più chiara
dell'area interessata dall'ordinanza.
La risposta ricevuta chiarisce che il Comune ha
adottato l'ordinanza esclusivamente per dare attuazione alle disposizioni
impartite dalle Autorità competenti e che gli aspetti tecnici e procedurali
sono di competenza della Prefettura di Vicenza e degli altri organi statali
coinvolti. Per tale motivo, il Comune mi invita a rivolgere direttamente a tali
Autorità eventuali ulteriori richieste di chiarimento.
Prendo atto di questa posizione istituzionale.
Allo stesso tempo, dal mio punto di vista, le
domande che avevo posto non hanno ancora trovato una risposta nel merito. Non
perché il Comune abbia ritenuto di doverle affrontare, ma perché ha indicato
un'altra Autorità come competente.
Per questo motivo seguirò l'indicazione ricevuta
e presenterò la stessa richiesta alla Prefettura di Vicenza, nella speranza di
ottenere le informazioni che avevo richiesto.
Ritengo infatti che porre domande su temi che
riguardano la sicurezza pubblica non sia una polemica, ma un normale esercizio
di partecipazione civica. Quando un cittadino legge in un'ordinanza termini
come "ordigni residuati bellici" e "presunto caricamento
chimico", è naturale che desideri comprendere meglio il contesto e le
misure adottate.
Continuerò quindi a informare i lettori del blog
sugli sviluppi della vicenda, pubblicando, come ho sempre fatto, i documenti
ricevuti e lasciando a ciascuno la possibilità di formarsi una propria
opinione.
gino


