La Frana che minaccia la Val d'Astico di Dario Zampieri

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Pubblico questa relazione su richiesta di Eddi Pertile

Mi è stato chiesto da Eddi Pertile di pubblicare la relazione redatta dal prof. Dario Zampieri, geologo e studioso senior dello Studium Patavinum dell'Università degli Studi di Padova, e lo faccio volentieri.


Ritengo che chiunque faccia informazione nella nostra Valle dovrebbe mettere a disposizione dei cittadini documenti di questo tipo, affinché ciascuno possa leggerli e formarsi una propria opinione.

Personalmente temo che ormai il dibattito serva a poco. La relazione che segue esprime esclusivamente le valutazioni tecniche del suo autore. Se tali valutazioni dovessero risultare fondate, non resta che augurarsi che gli eventi prospettati non si verifichino mai.

Poiché il documento è piuttosto lungo e di carattere tecnico, propongo di seguito un breve riassunto. Per correttezza e trasparenza pubblico anche la relazione integrale, così che ogni lettore possa consultarla direttamente.


Riassunto della relazione del prof. Dario Zampieri

Nella relazione il professor Dario Zampieri ricostruisce le proprie valutazioni geologiche riguardanti il versante della parete La Gioia, in località Marogna, interessato dal progetto della Valdastico Nord.

L'autore riferisce di aver individuato già nel 2012 una criticità geologica nell'area, ritenendo che la parete rappresenti il risultato di un'antica frana, probabilmente originata dal terremoto della Media Val d'Adige del 1046, con un volume stimato di circa 13 milioni di metri cubi di roccia.

Secondo quanto riportato nella relazione, le successive attività estrattive avrebbero modificato il profilo del versante, rendendolo più ripido e aumentando la velocità con cui eventuali distacchi di roccia potrebbero raggiungere il fondovalle.

Il professor Zampieri ricorda inoltre di aver trasmesso le proprie osservazioni alle autorità competenti. Successivamente, l'area venne classificata come Zona di Attenzione Geologica e furono svolti ulteriori studi da parte di diversi gruppi universitari. Nella relazione si evidenzia che tali studi avrebbero riconosciuto modifiche del versante conseguenti alle attività di cava, pur con valutazioni differenti sull'entità del rischio.

La relazione riferisce inoltre che, a conclusione di tali approfondimenti, venne proposta la realizzazione di bacini destinati a contenere eventuali crolli di materiale roccioso.

Secondo il professor Zampieri, permane tuttavia una criticità che, a suo giudizio, non sarebbe stata adeguatamente considerata: la presenza, nella parte alta della parete, di superfici di discontinuità geologica che in passato avrebbero favorito lo scivolamento della frana storica e che potrebbero consentire nuovi distacchi di dimensioni rilevanti.

La relazione richiama anche due episodi di distacco verificatisi il 9 maggio 2020 e il 12 settembre 2024, evidenziando che il secondo sarebbe stato previsto alcuni giorni prima grazie ai sistemi di monitoraggio installati.

Nella parte conclusiva viene richiamato, come esempio storico, il caso della frana di Elm, in Svizzera, del 1881, precisando che si tratta di una situazione diversa ma ritenuta utile, dall'autore, per evidenziare le possibili conseguenze dell'attività estrattiva sotto versanti geologicamente instabili.

Le conclusioni della relazione

Nelle conclusioni il professor Zampieri esprime la propria valutazione secondo cui la prosecuzione dell'attività estrattiva e il progetto autostradale rappresenterebbero un rischio non accettabile alla luce delle conoscenze geologiche attualmente disponibili.

L'autore ritiene inoltre che gli scavi e le vibrazioni derivanti dagli esplosivi possano contribuire a destabilizzare una massa rocciosa che considera strutturalmente predisposta al dissesto.

La relazione si conclude con l'auspicio che una frana di grandi dimensioni non si verifichi mai e con l'affermazione che, secondo il professor Zampieri, la geologia dovrebbe costituire un limite fondamentale nella pianificazione degli interventi sul territorio.


Documento originale: la relazione completa del professor Dario Zampieri è pubblicata integralmente insieme a questo articolo, affinché ogni lettore possa consultare direttamente il testo e valutarne personalmente i contenuti.


gino