💣 Valdastico, ordigni e silenzi “tecnici”: quando la sicurezza parla un linguaggio tutto suo

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 Sul sito del Comune di Valdastico è comparsa l’Ordinanza n. 12 del 22 giugno 2026. Un atto ufficiale, urgente, firmato dal Sindaco, che dispone la chiusura e l’interdizione totale dell’area della cava “La Marogna” (incluso il sentiero di Contrà Sella) dal 22 al 26 giugno.

Il motivo è di quelli che non passano inosservati: operazioni di recupero, trasporto e brillamento di ordigni residuati bellici rinvenuti sul territorio, definiti in forma tecnica come a “presunto caricamento chimico”.

Per la fase di intervento è stata istituita un’area di sicurezza importante: 954 metri di raggio orizzontale, 743 metri in verticale e divieto di sorvolo. Tradotto: in quei giorni, meglio non essere nei paraggi.



Dal punto di vista amministrativo, nulla da eccepire: l’ordinanza segue direttive prefettizie e mette in sicurezza un’area potenzialmente pericolosa. È uno di quei casi in cui la macchina pubblica fa esattamente ciò che deve fare.

Poi però c’è la parte umana della storia: quella in cui il cittadino legge “ordigni” e “chimico” e, per quanto sia tranquillo di natura, un sopracciglio si alza da solo.



E qui non c’è polemica, ma semplice curiosità terrestre:

  • Da dove arrivano questi ordigni? Rinvenuti in zona o trasferiti da altri interventi?
  • Di che epoca parliamo? Grande Guerra, Seconda Guerra Mondiale o archeologia bellica più recente?
  • Perché proprio la cava “La Marogna” è stata scelta come punto per deposito e brillamento?
  • Quali sono i reali rischi residui per ambiente e salute, se si parla di materiale potenzialmente “chimico”?
  • E soprattutto: dove può un cittadino vedere con chiarezza la mappa dell’area interdetta, senza dover interpretare un raggio di 954 metri come se fosse una prova di geometria?


Il problema non è l’intervento in sé, che è necessario e doveroso.

È che tra un’ordinanza e la vita reale, a volte manca una cosa semplice: una spiegazione umana in più. Una mappa, una nota informativa, una FAQ. Nulla di trascendentale, ma sufficiente a evitare quel classico effetto “ho letto tutto e ho capito poco”.



In questo spirito ho già inviato una PEC all’Amministrazione comunale chiedendo alcuni chiarimenti su questi aspetti, con l’idea di contribuire a una comunicazione più completa e accessibile.

Quando arriverà una risposta, sarà interessante condividerla.


⚠️ Nota finale

Il presente contributo rientra nel diritto di cronaca e di critica su atti pubblici, con l’unico intento di stimolare trasparenza e chiarezza nella comunicazione istituzionale.


gino