⛰️ “Valdastico: la cava si allarga. Ma il paese è stato davvero informato?”

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In questi giorni mi sono letto alcuni documenti riguardanti la concessione della cava Marogna di Valdastico.

https://www.regione.veneto.it/web/vas-via-vinca-nuvv/screening-specifico-livello-i

Codice istanza: B202500036 Denominazione: Variante al progetto di coltivazione e ricomposizione ambientale della cava di detrito "LA MAROGNA", senza aumento del volume autorizzato, per adeguamento del progetto agli interventi di messa in sicurezza del cantiere estrattivo di cui all'ordinanza n. 729 del 29/06/2020 della provincia di Vicenza (ex art. 674 DPR 128/59) Proponente: SIPEG SRL (CP 69/2024) Procedimento: VIA/PAUR (ART. 27bis) Proponente: Sipeg srl

E alcune cose fanno davvero riflettere.

La prima riguarda la motivazione principale che viene citata:
la messa in sicurezza del versante della montagna.

Ora, sarò anche ignorante in materia, ma una domanda mi nasce spontanea.

La montagna era davvero così pericolosa prima…
oppure lo è diventata dopo anni di escavazioni che hanno tolto lo “zoccolo” che la sosteneva?

Quella montagna porta ancora i segni della grande frana causata dal terremoto del 1100.
Eppure è rimasta lì per quasi mille anni.


Poi arrivano le cave.

Si scava alla base, si portano via milioni di metri cubi di roccia e nel frattempo si fanno continue esplosioni con l’esplosivo.

E adesso la soluzione sarebbe…
scavare ancora per altri 20 anni per metterla in sicurezza?

Guardando la montagna dal vivo – e la foto parla da sola – viene spontaneo pensare una cosa:

speriamo davvero che non venga giù tutto.


🚚Nel documento regionale si legge chiaramente:

volume utile di materiale estraibile: 5.470.000 metri cubi

Tradotto in termini semplici:


  • circa 273.000 camion da cava (considerando 20 m³ a camion)
  • oppure oltre 180.000 camion se più grandi.

Non è proprio un lavoretto di sistemazione.

È un’attività enorme che potrebbe andare avanti per altri 20 anni.


Nel provvedimento si parla di alcune misure per limitare la polvere:

  • bagnatura dei piazzali
  • lavaggio delle gomme dei camion
  • telonatura dei mezzi che trasportano materiale
  • limite di velocità dei mezzi nelle strade di cava
  • controllo dei cumuli di materiale polveroso

Tutte cose scritte nero su bianco.

Io però non aggiungo altro.

Lascio a chi vive in valle osservare se queste cose vengono fatte davvero.


🌍 Nel documento si legge che la conferenza dei servizi ha espresso parere favorevole e che la compatibilità ambientale ha validità di 20 anni.

La domanda che mi faccio è semplice.


Chi prende queste decisioni viene mai qui a Valdastico a vedere la situazione reale?

Oppure si valuta tutto seduti nelle belle poltrone della Regione, guardando qualche relazione tecnica?


💰Un altro dato curioso riguarda le cifre.

La ditta ha dovuto versare:

  • 2.116.000 € di deposito cauzionale alla Regione Veneto
  • 208.330 € come misura compensativa alla forestale

Capperi.

Una bella cifra.

A pensar male qualcuno direbbe che con queste cifre diventa più facile far passare tante cose.

Ma sicuramente sarà solo una coincidenza.


🤐 La cosa che però lascia più perplessi non è neanche questa.

È l’assenza totale di osservazioni da parte dei comuni della nostra valle.

Nessuna obiezione.

Nessuna voce critica.

Davanti a quello che molti cittadini percepiscono come uno scempio della montagna.

E questo forse è l’aspetto che fa più male.

Perché le montagne della valle non sono solo roccia.

Sono il paesaggio in cui viviamo.


📷 Guardando la montagna oggi…
la domanda viene da sola.

È davvero questa la sicurezza di cui parlano?

                                                                                                                                   gino


📝 Nota finale (per chi legge fino in fondo):
Questo post contiene riflessioni personali basate su documenti pubblici e osservazioni sul territorio. Non ha alcuna pretesa di verità assoluta né di carattere tecnico-scientifico. Se ci sono errori o imprecisioni nei dati o nelle interpretazioni, sono del tutto involontari e correggibili. L’intento è esclusivamente quello di stimolare una discussione pubblica su un tema che riguarda la comunità e il territorio.