🚴‍♂️ Ciclopista dell’Astico: un milione e mezzo... tra asfalto, Regione e IVA 💶

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Il 10 aprile la Giunta di Valdastico ha approvato la delibera n. 30 per il secondo stralcio della Ciclopista dell’Astico. Un’opera pubblica da 1,5 milioni di euro che, leggendo il quadro economico, offre spunti di riflessione notevoli su come si muovono i fondi pubblici.

I "soci" dell'opera: lo Stato e la Regione Due voci, in particolare, colpiscono per la loro entità:

  1. L'IVA (lo Stato): Su un’opera da 1,5 milioni, ben 152.535 euro tornano direttamente a Roma sotto forma di imposta. In pratica, il 10% del finanziamento destinato al territorio rientra immediatamente nelle casse centrali.

  2. Il Management (la Regione): Tra le pieghe delle spese tecniche compare una voce da 60.000 euro per "attività di management a favore della Regione del Veneto".

Carta contro Asfalto Se aggiungiamo i 182.000 euro previsti per progettazione, direzione lavori e sicurezza, arriviamo a un totale di spese tecniche e amministrative che sfiora il mezzo milione di euro (479.000 €).

Significa che per ogni metro di pista effettivamente costruito, c'è un carico burocratico e fiscale pesantissimo: circa un euro ogni tre viene speso prima ancora di iniziare a scavare, tra tasse e gestione.

La pista infinita 

Il progetto è nel cassetto dal 2016. In dieci anni, la produzione di documenti, studi e delibere ha viaggiato a una velocità che la pista reale non ha ancora conosciuto. Se i chilometri di carta prodotti potessero essere pedalati, probabilmente saremmo già arrivati a Sottomarina🏖️🚲.

Tutto è perfettamente legittimo e previsto dalle norme, come riportato nell’albo pretorio di Valdastico. Resta però la curiosità di capire se, in futuro, la velocità dei pedali riuscirà mai a raggiungere quella della burocrazia.


                                                                                                                                    gino