Il buio nelle vetrine

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Passeggi nei borghi della Toscana, della Emilia-Romagna o del Trentino-Alto Adige e trovi ancora la bottega del pane, la merceria, il negozietto di ferramenta con il padrone dietro al banco.

Non sono musei. Resistono.

Poi torni a Valdastico, o guardi cosa succede in centri più grandi come Thiene e Schio, e vedi le serrande giù. Una dopo l’altra.

Da noi in Valle chiudono anche le trattorie… e bar nuovi mi sembra non ne aprano più.
Buio totale.

E qui viene un’altra idea che mi frulla in testa: molti giovani non pensano più che investire a Valdastico possa essere interessante. Preferiscono cercar fortuna altrove, o lavorare nelle piccole fabbrichette della zona, dove almeno hanno le sere e il fine settimana liberi. Scelta comprensibile, per carità… ma così il paese resta senza ricambio.

Sono andato in Val di Porro, in Lessinia. Mi sono fermato in una contrada ancora più piccola di Montepiano: c’era il negozietto con il panificio, dei giovani stavano aprendo un piccolo ristorante con qualche cameretta, ho visitato un museo su tre piani pieno di attrezzi antichi (noi potremmo farne dieci di musei così…), e un altro negozietto dove avevano iniziato una piccola attività di erbe officinali, con il prato lì vicino dove le coltivavano.
A un certo punto mi è venuto spontaneo pensare: ma perché là sì… e da noi no?

La domanda che mi gira in testa da anni è semplice, forse scomoda:

👉 Esistono incentivi veri nella Veneto per chi vuole aprire un piccolo negozio in un piccolo borgo?
👉 Se esistono, perché qui non si vedono?
👉 Se non esistono, perché nessuno li chiede a gran voce?

Sappiamo tutti che il declino dei paesi di montagna non si ferma con uno slogan. La gente si sposta, il lavoro cambia, internet vende tutto.

Ma rallentarlo… quello sì.

Con amministratori capaci, con idee concrete, con un minimo di visione, forse qualche luce nelle vetrine si poteva ancora tenere accesa. Non per nostalgia. Per dignità.

Un negozio non è solo un’attività.
È una porta aperta.
È un volto conosciuto.
È un paese che respira.

Mi chiedo se abbiamo fatto abbastanza per difenderli. O se ci siamo limitati a dire: “Eh, ormai…”.

Io la risposta non ce l’ho.
Ma la domanda, secondo me, vale la pena farla. 🕯️

gino