Fatevi un giro sul web a leggere cosa si racconta della Guàna di Martalar 🌿.
Perché sì, nel Primiero le chiamano Guàne, da noi invece sono sempre state le anguane. Insieme ai salbànei sono figure che fanno parte da sempre dell’immaginario della mia valle, la Val d’Astico.
Talmente radicate che, da quando ho memoria — e
probabilmente da tempi immemori — sopra il paese c’è un lungo anfratto nella
roccia che tutti chiamano la Scafa delle Anguane 🪨. La leggenda
dice che quelle donne misteriose ci vivessero davvero.
E io, da bambino, ci credevo pure. Altro che
fake news: lì bastava una roccia e un racconto tramandato per generazioni.
Oltre allo spopolamento che la valle sta subendo 📉, pare che se ne stiano andando
pure le anguane.
Direzione: Primiero.
Evidentemente lì si trovano meglio.
E siccome sono creature molto socievoli, temo che
a breve possa seguirle anche il salbanello. Questione di tempo.
In fondo, se guardiamo bene, non sarebbe una
novità.
- La nostra
acqua se l’è presa Viacqua 💧
- I nostri
sassi se li sono presi i mangiatori di montagne
- I marsoni
sull’Astico non ci sono quasi più 🐟
- Gli avanotti sono diventati un prodotto De.Co. di Bolzano Vicentino, mentre noi non siamo nemmeno riusciti a farli diventare De.Co. nostri
A questo punto viene da chiedersi: cosa ci resta?
Forse solo le storie 📖.
Quelle sì, per ora, non ce le hanno ancora portate via.
Ma se continua così, conviene raccontarle in fretta… prima che pure le anguane
ci lascino solo l’eco.
gino

