A volte mi chiedo se sono io che sto diventando misantropo, o se è il mondo che corre al contrario. In soli due giorni, 700.000 italiani si sono fiondati al cinema a vedere Checco Zalone.
Sia chiaro, io non andrei a vederlo. Non per
fare il superiore, ma perché non mi diverte. Ho letto un’analisi di Andrea
Scanzi che mi ha fatto riflettere: lui la chiama la “sindrome
dell’italiano pecorone”.
Zalone (che in realtà è un uomo colto, Luca
Medici) interpreta un ignorante. Il problema è che
l’italiano medio non capisce la satira: ride delle battute e si dà di gomito,
sentendosi autorizzato a essere proprio come il personaggio che vede sullo
schermo. È una specie di auto assoluzione di massa tra un ruttino e l'altro del
pranzo di Natale.
Mentre tutti correvano in gregge a "timbrare
il cartellino" al cinema, io mi sono gustato "Norimberga" con un grande Russell Crowe. Un film che mi ha entusiasmato, che vi consiglio e fatto pensare.
Forse il problema è questo: siamo un Paese che
non legge più, che non si indigna più, ma che scatta sull’attenti appena scatta
la moda del momento. Proprio come quella lampadina di cui parlavo: finché siamo
accesi, cerchiamo di scegliere cosa guardare con la nostra testa, senza farci
trascinare dal gregge.
E voi? Siete andati a ridere con Zalone o avete
scelto un’altra strada? 🤷♂️
Gino
