🍕 Quando qualcuno ci prova davvero

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Non è mia abitudine fare pubblicità alle attività locali.
Questo blog non è nato per quello.

Però ogni tanto vale la pena fare un’eccezione, soprattutto quando succede qualcosa che va un po’ controcorrente.

Nel nostro paese siamo ormai abituati a vedere il contrario: serrande che si abbassano, negozi che chiudono, servizi che spariscono.

Per questo vedere un giovane che decide di aprire un’attività è quasi una notizia.

È il caso di Andrea Sberze, che ha aperto la sua pizza d’asporto I Cogoletti Express.

Aprire un’attività oggi, soprattutto in un piccolo paese di montagna, non è una passeggiata.
Servono soldi, tempo, energie e soprattutto una buona dose di coraggio.

Perché nessuno ti garantisce che funzionerà.

Può andare bene.
Può andare male.

Ma una cosa è certa:

Andrea almeno ci ha provato.

E già questo, oggi, non è poco.

In territori come il nostro chi decide di mettersi in gioco è quasi una mosca bianca.

Molti giovani se ne vanno, e spesso anche giustamente: qui le opportunità sono poche e la burocrazia non aiuta di certo.

Per questo ogni volta che qualcuno decide di investire nel proprio paese andrebbe sostenuto.

Non solo con le parole.

Ma anche con i fatti.


In altri paesi lo fanno già

In alcune parti d’Italia lo hanno capito da tempo.

Nel comune di Candela, ad esempio, sono stati introdotti contributi economici per chi apre un’attività o decide di trasferirsi nel paese, proprio per contrastare lo spopolamento.

Nel piccolo comune di Borgomezzavalle sono stati previsti bonus economici e incentivi per chi apre nuove attività, nel tentativo di riportare vita nel territorio.

Anche a Ollolai, diventato famoso per le case a un euro, esistono agevolazioni per chi decide di avviare attività artigianali o turistiche.

E nel borgo di Santo Stefano di Sessanio sono stati previsti contributi per giovani imprenditori che vogliono aprire attività legate al turismo e ai servizi locali.

Tutte iniziative nate da un’idea molto semplice:

se qualcuno decide di investire nel paese, bisogna aiutarlo.

Io però una domanda me la faccio.

Se un Comune riesce a trovare 150.000 euro da distribuire alle tre Pro Loco, possibile che non riesca a trovare qualche forma di incentivo per un giovane che apre un’attività?

Un’idea potrebbe essere molto semplice:

agevolazioni o zero tasse comunali per i primi anni di attività.

Non sarebbe una spesa inutile.

Sarebbe un investimento nel futuro del paese.

Perché ogni attività che apre porta movimento, persone e un po’ di vita in più.

Lo dico anche per esperienza personale.

Sono partita IVA dal 2018 e sto vedendo sulla mia pelle quanto sia difficile tirare avanti tra tasse, costi e burocrazia.

Per questo quando vedo qualcuno che decide comunque di provarci, mi viene spontaneo dirgli una cosa semplice:

un grande in bocca al lupo.



Un piccolo gesto

Questo post non è una pubblicità.

È semplicemente un abbraccio simbolico a chi prova a costruire qualcosa nel proprio paese.

Spero davvero che altri giovani seguano l’esempio di Andrea.

Perché i paesi non si tengono vivi con i discorsi.

Si tengono vivi con le persone che decidono di restare e fare qualcosa.

E a volte basta anche una pizza d’asporto per accendere una piccola luce. 🍕


                                                                                                                   Gino